Resilienza della supply chain: una soluzione in divenire

Buongiorno a tutti, dopo aver letto l’articolo “Automatizzare la resilienza della supply chain: una priorità dell’agenda digitale” di Luca Urciuoli, mi sembrava bello condividere con voi alcuni dei passaggi più interessanti.

Innanzitutto con il termine resilienza indichiamo la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento e di reagire positivamente ad eventi negativi come, ad esempio, fenomeni distruttivi.

Stando all’articolo, esistono diverse strategie volte ad aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento; tra esse elenchiamo la diversificazione dei fornitori, la pianificazione di capacità di trasporto aggiuntiva, l’automazione, l’introduzione di “smart-software” e supply chain sempre più digitali.

Secondo il Center for Global Enterprise (CGE) la supply chain digitale può essere definita come il “modello di piattaforma cliente-centrica che acquisisce e massimizza l’utilizzo dei dati in tempo reale, provenienti da una molteplicità di fonti”. Basti pensare ai container che trasportano farmaci, provvisti di sensori di temperatura e umidità che ne registrano l’andamento anche in tempo reale. I dati raccolti vengono poi analizzati, gestiti e condivisi con “entità autorizzate di questa supply chain estesa, che possono prendere provvedimenti atti a rimediare un eventuale problema”.

Essere a conoscenza di questi eventi in anticipo, prima che il prodotto arrivi a destinazione, è senza dubbio vantaggioso in termini economici e di tempo e consente l’intervento proattivo da parte degli operatori in modo da adottare azioni correttive.

Le azioni di rimedio non sono ristrette a termini logistici, ma si estendono anche in altri ambiti: ad esempio anche la parte finanziaria e contrattuale può essere modificata in tempo reale. Il sistema può anche scambiare informazioni con agenzie ed enti governativi, come quelli che sovrintendono alle regole relative ai prodotti alimentari o farmaceutici.

È chiaro che supply chain non cyber-sicure vengono percepite come meno sicure, di conseguenza sono più soggette a controlli e ispezioni che creano ritardi e rallentamenti nell’intera catena di approvvigionamento.

D’altro canto, adoperando strumenti di trasmissione dei dati, gli operatori avranno una rappresentazione accurata di come si sono svolte le cose durante il viaggio. Tali sistemi, inoltre, allertano e determinano preventivamente se ci saranno ritardi, consentendo così di intervenire nelle clausole contrattuali aggiornando gli schemi di pianificazione.

Grazie a queste azioni è dunque possibile evitare penali dovute ad infrazioni contrattuali.

L’autore spiega poi che vi è ancora molto da fare prima di poter conseguire una vera cyber-resilienza. Uno dei punti più critici resta quello di integrare i nuovi strumenti e sistemi che si hanno a disposizione all’interno di una supply chain digitale. In particolare bisognerà:

1) creare una robusta rete di raccolta e condivisione delle informazioni; qui l’ostacolo maggiore è la mancanza di standardizzazione che rende difficile la comunicazione tra sistemi diversi;

2) utilizzare regole di Business Intelligence per gestire potenziali rischi e automatizzare il processo di segnalazione al management;

3) creare partnership tra pubblico e privato;

4) condividere i dati;

5) mettere in atto piani di cyber-sicurezza.

Le supply chain digitali sono sempre più vulnerabili ed esposte a possibili infrazioni di sicurezza da parte di criminali, come i ladri di cargo. Diventa necessario, pertanto, adottare nuove tecnologie che permettano di ricevere alerts in caso di cyberattacco e per proteggere i sistemi da qualsiasi tipo di infrazione.

Concludendo, un sistema cyber-sicuro e completamente resiliente è ancora un concetto lontano dalla realtà, tuttavia le nuove tecnologie incarnano sempre di più quest’idea e, in un futuro non molto lontano, potrebbero portare ad una automatizzazione della resilienza della supply chain nonché a notevoli miglioramenti di gestione.

Fonte: Rivista “Logistica Management” numero 278 di Settembre 2017 pg. 78-79

CLAUDIA MARCHI

Marketing & Sales Network Manager
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